
C'era una volta in un villaggio sul mare un giovane pescatore che si chiamava Tom Moore: era rimasto orfano e da tempo stava cercando una moglie, ma malgrado fosse un ragazzo bello ed intelligente non riusciva a trovare nessuna fidanzata.
Un mattino, all'alba, vide su uno scoglio vicino a casa sua la più bella donna che avesse mai visto.
Se ne innamorò immediatamente.
Stava salendo l'alta marea e Tom ebbe paura che la ragazza affogasse.
La chiamò, ma lei si buttò in acqua e scomparve dalla sua vista.
Per tutto il giorno Tom pensò a lei, senza riuscire a lavorare.
Il mattino dopo la rivide: a terra, vicino a lei, c'era una pelle di foca.
Subito Tom prese la pelle di foca: lei disse di restituirgliela, ma lui rifiutò: aveva sentito parlare delle donne foche e sapeva che non doveva ridare loro la pelle per nessuna ragione, altrimenti le avrebbe perse.
La ragazza accettò allora di andare a casa con lui e di diventare sua moglie.
La pelle della foca finì nascosta sotto una cassapanca.
Passarono gli anni e dal matrimonio nacquero tre bei bambin, ma con una membrana di foche tra le dita delle mani.
Un giorno, anni dopo, scoppiò una tempesta che allagò la casa.
Tom e la moglie si misero a lavorare alacremente per tirare fuori l'acqua.
Ad un tratto, da sotto la cassapanca venne fuori la pelle di foca.
La moglie guardò Tom con aria triste, prese la pelle e si buttò in mare.
Non fece più ritorno, ma continuò a proteggere Tom e i suoi bambini, mandando loro cibo e fortuna.
Si dice inoltre che i discendenti di Tom vivano ancora lì e di tanto in tanto nasca qualcuno con la membrana tra le dita delle mani o dei piedi.
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