IL POPOLO DEGLI SPIRITI DEI MONTI
Un giorno il Capo degli Spiriti dei Monti mandò il Colibrì in cerca di un luogo sulla Terra dove non ci fossero né le malattie, né la morte. Il Colibrì partì, ma tornò dopo qualche giorno con la cattiva notizia: la malattia e la morte esistevano ovunque sulla Terra.
Allora il capo disse al Colibrì di volare alto nel cielo e di cercare se per caso lì non ci fosse un luogo dove non c'erano né la malattia né la morte. Il Colibrì partì, ma quando tornò disse:
"Anche lassù ci sono la malattia e la morte".
Il capo decise di far costruire una grande collina e la fece trasportare in cielo, e ci portò a vivere il suo popolo. Ma anche lì c'erano morte e malattie, e quindi tornarono sulla Terra. Allora il capo mandò il Colibrì in esplorazione ancora una volta.
Durante il suo volo, il Colibrì trovò finalmente una montagna dove non c'erano né malattie né morte.
Il Capo decise che il suo popolo si sarebbe trasferito lì, ma qualcuno avrebbe dovuto lasciare uno dei suoi figli nel luogo dove si trovavano. Ovviamente nessuno voleva abbandonare il proprio figlio, e alla fine il Capo decise di lasciare la più piccola delle sue figlie, che ormai era una fanciulla. Poi andò dal suo popolo e disse:
"Raccogliete le vostre cose e preparatevi a partire: ho deciso che lascerò qui la mia stessa figlia".
Tutti raccolsero le loro cose, ma lasciarono apposta indietro una spazzola di paglia che apparteneva alla ragazza.
Quando furono arrivati sulle rive di un lago, qualcuno disse alla ragazza:
"Hai dimenticato la tua spazzola, torna indietro a prenderla e noi ti aspetteremo".
Così la ragazza tornò indietro a prendere la spazzola, ma quando ritornò non trovò più la sua gente né la sua famiglia. La ragazza non trovò neppure le loro tracce, perché essi si erano immersi nell'acqua che si era richiusa sulle loro teste: ma quando la fanciulla tentò di immergersi lei stessa, non vi riuscì e, sconsolata, si mise a piangere sulla riva del lago.
Dopo aver vagato da sola per giorni e giorni, la fanciulla giunse in un accampamento dove vivevano un'anziana donna e suo figlio che appartenevano alla gente Apache. La ragazza raccontò la sua storia e la donna, impietosita, la prese a vivere con sé.
Quando il ragazzo e la ragazza furono grandi abbastanza, per cui lui procurava cibo con la caccia e lei raccogliendo i semi, i due si sposarono. Dopo un po' la ragazza rimase incinta e diede alla luce un bel bambino, sano e morbido, proprio come deve essere un bimbo appena nato.
Quando gli Spiriti dei Monti seppero che essa aveva avuto un bambino, tutti vollero vederlo e si diressero all'accampamento del marito della fanciulla. Arrivarono così numerosi che la tenda diventò per magia sempre più grande per poterli accogliere tutti. Il padre prese in braccio il bambino e cantò per lui, e poi lo restituì alla madre. Poi gli Spiriti dei Monti se ne andarono e tornarono a casa.
La donna e il marito vissero insieme molto tempo e dopo un po' diedero alla luce una bambina, e anche questa volta gli Spiriti dei Monti andarono a trovarla. Grazie alla loro influenza, il marito della donna era molto fortunato nella caccia e prendeva ciò che desiderava: perciò la sua famiglia viveva nell'abbondanza.
La donna e l'uomo ebbero in tutto quattro figli, due maschi e due femmine. Quando i due ragazzi furono cresciuti, essi andarono in cerca del Popolo degli Spiriti dei Monti: lo trovarono e fu loro offerto da mangiare. Quando tornarono al loro accampamento, non vollero mangiare e nascosero a tutti dove erano stati. Facevano così ogni giorno, e i loro familiari chiedevano:
"Dove andate ogni giorno? E perché quando tornate non avete mai fame?" ma essi non dicevano nulla, e continuavano a frequentare di nascosto gli Spiriti dei Monti.
Un giorno un uomo del loro accampamento si ammalò gravemente e i due fratelli organizzarono la cerimonia di guarigione che avevano imparato dal Popolo degli Spiriti dei Monti. Essi suonarono così forte i tamburi che il loro rombo salì fino al cielo. Avvolsero l'uomo in foglie di yucca e poi le tagliarono con i coltelli: quando ebbero terminato, l'uomo era guarito. Ma nel frattempo il Popolo degli Spiriti dei Monti era sceso nell'accampamento e si era unito alla danza: gli uomini occhieggiavano le ragazze dell'accampamento, corteggiandole nella danza delle coppie, e le ragazze del Popolo degli Spiriti dei Monti facevano lo stesso con i ragazzi dell'accampamento. Così i due popoli danzarono insieme tutta la notte.
Quando venne l'alba stavano ancora danzando, e improvvisamente tutti cominciarono a sollevarsi nell'aria mentre i vecchi sedevano intorno al fuoco a guardare.
Sotto i loro occhi i danzatori si sollevarono sempre più in alto e i vecchi cominciarono a chiamare a gran voce i propri figli e le proprie figlie:
"Tornate indietro! Tornate qui!". Ma essi ormai erano quasi scomparsi, e presto non si sentì più neppure il suono dei tamburi.
Tutti coloro che avevano danzato con il Popolo degli Spiriti dei Monti furono portati via con loro e vissero là per sempre.
fiaba Apache inviata da Pat degli amici del Forum di Pinu
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