IL SIGNOR GOE
Per non essere rimandato un’altra volta la mammina la nonnina e Zia Mitza hanno promesso al giovane Goe di portarlo a Bucarest per la Festa Nazionale. Poco importa che le tre signore hanno deciso di lasciare i loro luoghi per venire nella Capitale solo per i capricci del loro figliolo e nipotino. Basta dire che la mattina molto presto esse si trovano tutte agghindate, insieme al giovane Goe, ad aspettare con impazienza sul marciapiede della stazione della urbe X il treno locale che deve portarle a Bucarest.
La verità è che se qualcuno decide di assistere ad una Festa Nazionale tanto importante, deve partire la mattina molto presto. Il treno che stanno per prendere deve arrivare alla Stazione Nord alle ore 8 meno 10 del mattino.
Signor Goe è molto impaziente e accigliato e con tono imperioso dice:
- Nonna perché non arriva? Io voglio che arrivi!
- Arriva, arriva tesoruccio della Mamma ! dice la signora. Bacia il nipotino poi gli sistema il berretto.
Il giovane Goe veste un bel vestito da marinaio, capello di paglia, con la scritta LE FORMIDABLE sul nastro, e sotto il nastro il biglietto di viaggio messo lì da zia Mitza poiché “è così che lo portano gli uomini”.
- Vedi Nonna come sta bene vestito da marinaglio?
- Mammina , ti ho detto che non si dice marinaglio.
- E come?
- Marineglio.
- Voi dite pure come volete, io dico come ho imparato quando hanno inventato questa moda per bambini: marinaglio.
- Siete stupide tutte due, interrompe il giovane Goe. Non si dice né marinaglio, né marineglio!
- Come allora? Chiede zia Mitza con un gran sorriso.
- Marinerio.
-Non tutti hanno studiato come te! Dice la nonna poi lo bacia ancora e sistema il berretto di marinerio.
Ma non c’è tempo di discorsi filologici…arriva il treno e non si ferma molto. Il treno è pieno ma con molta buona volontà di un gruppo di giovani che devono scendere a una prossima stazione, si fa posto per le signore.
Il treno è partito. La Nonna fa il segno della croce poi accende una sigaretta. Goe non vuole entrare nello scompartimento…vuole stare sul corridoio con gli uomini.
- E’ vietato mettere la testa fuori dal finestrino piccolo, dice uno dei giovani tirando leggermente Goe verso l’interno.
- E a te cosa importa bruttone, dice il piccoletto divincolandosi.
E dopo aver fatto una smorfia al brutto si appende di nuovo alla maniglia tirando la testa fuori dal finestrino. Il brutto non fa in tempo a rispondere che il piccoletto tira dentro il capo nudo e comincia a sbraitare:
- Mammina , Nonnina, Zia!
- Cosa c’è? Cos’è successo?- Accorrono le signore.
- Deve fermare! - urla più forte Goe, pestando i piedi.- E’ volato via il cappello Deve fermareeeee!!!!
Intanto ecco il controllore che arriva per vedere i passeggeri saliti alla precedente fermata.
I biglietti Signori!
Le signore fanno vedere i loro biglietti spiegando al Sig.controllore perché Goe non può fare lo stesso. Il biglietto era attaccato al nastro del berretto. E se è volato via il cappello è volato via anche il nastro si capisce, insieme al biglietto. Ma aveva il biglietto.
- Giuro! l’ho comprato proprio io dice Zia Mitza.
Il controllore non capisce…pretende il biglietto….altrimenti alla prossima fermata deve far scendere Sig. Goe. Così sta scritto nel regolamento: se un passeggero non ha il biglietto e non dichiara di non averlo, deve pagare un’ammenda di 7 lei e 50 centesimi e scendere dal treno.
-Ma noi abbiamo dichiarato grida la mammina.
-Che colpa ha il ragazzo che il cappello sia volato via? Dice la Nonna.
- Perché si è sporto all’esterno? Io gli avevo detto di non mettere la testa fuori dal finestrino dice il Brutto risentito.
- Di cosa s’impiccia lei? Non sono suoi affari!- risponde Zia Mitza
- Signora, dovete pagare un biglietto.
- Pagare un’altra volta? Ma avevamo già pagato!
- Inoltre la sopratassa di 1 leu e 25 centesimi.
- Pure!
- Vedi se non stai buono!- Dice la mammina tirando Goe per un braccio.
- Ma cosa fai? Sei impazzita!?. Non sai quanto è delicato? Dice la Nonna tirando il ragazzo per l’altro braccio, proprio mentre il treno passa traballante sopra uno scambio. Il movimento del treno in un senso sommato allo stratone della nonna nell’altro senso fanno perdere il centro di gravità al ragazzo che si ritrova appoggiato col naso sulla maniglia dello scompartimento. Goe comincia a urlare. Per finire non hanno scelta…Devono pagare un nuovo biglietto. Peccato per il cappello, come farà sig. Goe a testa scoperta a Bucarest con tutti i negozi chiusi? Si chiederebbe chi non conosce quanto è previdente la nonna. Non era possibile far partire il ragazzo con un solo cappello di paglia! E se per caso piove o fa freddo? La nonna tira fuori dalla sua borsa un berretto sempre della divisa della cannoniera LE FORMIDABLE.
-Ti fa ancora male il naso?
- No,- risponde Goe.
-Vieni che ti do un bacio e intanto gli sistema il berretto.- Mi sembra che questo berretto gli sta ancora meglio.
- A lui sta bene tutto - dice la zia e lo bacia anche lei. Ma no ,non va bene niente! Dice la mammina fingendo di essere arrabbiata . Il biglietto e il cappello nuovo!
- L’importante che lui sta bene, -dice la nonna.
- E la mammina non la baci?
- Non ti voglio.
- Ah è così! -coprendosi gli occhi la mammina fa finta di piangere…
- Lo so che fai finta- dice Goe.
- Hai trovato proprio lui da ingannare!- dice la nonna.
La mammina si mette a ridere e prende un sacchetto dalla sua borsa.
- Chi mi da un bacio avrà la ciuccalata !
La mammina bacia Goe …Goe bacia la mammina e portandosi dietro un pezzo di ciuccalata esce nel corridoio.
- Cuccioletto, non mettere più la testa fuori dal finestrino!….E’ tanto intelligente!- dice la nonna.
- Tanto intelligente da fare quasi paura, giuro,- aggiunge Zia Mitzi.
Mentre Goe mangia la ciuccalata, le signore chiacchierano.
- Guarda fuori cosa fa il ragazzo- dice la mammina alla nonna..
La nonna alzandosi con la difficoltà dell’età va nel corridoio:
- Goe! Pulcino! Goe! Goe!
Goe non si vede da nessuna parte.
- Povera me! -grida la signora.- Non c’è il ragazzo! Dov’è il ragazzo?
Tutte le signore si agitano: è caduto dal treno…sta per morire!
Ma ecco nonostante il rumore fortissimo si sente un bussare attutito alla porta dello scomparto dove si va da soli.
- Goe, sei lì?
- Si.
- Dai vieni fuori..Ci hai fatto tanta paura!
-Non posso- grida Goe.
-Hai mal di cuore?
-No non posso!
-E’ chiuso a chiave -dice la nonna che prova ad aprire dall’esterno.- Poveretto starà male!
Finalmente ecco il controllore con il biglietto, riceve i soldi e libera il ragazzo. Le signore lo baciano e abbracciano come se fosse stato assente lungo tempo. La nonna decide di stare nel corridoio seduta su una valigia per badare al nipotino.
Il pulcino vede un’asta di metallo legata ad una macchinetta in un angolo del corridoio. Sale sulla valigia e afferra la maniglia e comincia a tirare.
-Stai buono e non rompere niente….
Il treno prosegue la sua strada e ormai è vicino alla città… ma al km25 si sente un sibilo, poi tre fischi, il segnale d’allarme. Il treno si blocca di colpo con un forte scossone.
-Cos’è? Cosa succede? -Tutti i passeggeri spaventati alle finestre, sui corridoi, sulle scale…
-Goe, pulcino, Goe!- grida zia Mitza precipitandosi fuori dallo scompartimento.
Goe è nel corridoio:- Perché si è fermato il treno?
Qualcuno, non si sa in quale carrozza ha tirato il freno di emergenza…Ma quale carrozza ? Questo non è difficile sapere. Tirando la manopola si strappa il filo con il nodo piombato che l’avvolge… I ferrovieri corrono avanti indietro per costatare i danni subiti dai freni e dalle ruote. Ci vogliono più di dieci minuti al meccanico per ristabilire la pressione nell’impianto. Intanto il capotreno e i controllori cercano la manopola col filo spezzato…Chi indovinerà dove la troveranno?
Strano proprio in quella carrozza dove poco prima era volato un cappello da un finestrino.
Ma chi, chi ha tirato la manovella? La nonna dorme in un angolo dello scompartimento con il pulcino fra le braccia. Non si può sapere chi ha tirato la manopola…
Il treno riparte e finalmente arriva a Bucarest con minuti di ritardo. Tutti scendono. La nonna bacia Goe, sistema il berretto di marinerio, chiede se il naso fa ancora male.
Fuori dalla stazione le signore salgano su una carrozza: -Al bulivar cocchiere , al bulivar….
di
Ion Luca Caragiale, racconto tradotto e inviato da Avian
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