Scopri come porre rimedio al reflusso gastroesofageo.

Sono molti i pazienti che lamentano dolore dietro allo sterno accompagnato da difficoltà a digerire e bruciore. I sintomi del reflusso gastroesofageo sono maggiori dopo pasti abbondanti o quando i pazienti si sdraiano o compiono movimenti come quello di piegarsi o raccogliere un oggetto da terra. Spesso questi sintomi vengono classificati genericamente come gastrite. Solo una gastroscopia ed una ph-impedenzometria sono in grado di porre una più corretta diagnosi. Alcuni reflussi sono occasionali e non richiedono un trattamento diverso da quello sintomatico con gel che proteggano la mucosa esofagea.

Presso il suo studio di chirurgia laparoscopica, il dott. Benini spesso riscontra nei pazienti il reflusso gastroesofageo. Quando il reflusso si presenta per più di 3 settimane è meglio fare un controllo perché esso potrebbe essere sintomo di patologie ben più gravi, come per esempio un’ernia iatale. Il dott. Benini consiglia ernia iatale cosa mangiare per portare sollievo al paziente che deve inoltre consumare pasti frequenti ma piccoli, circa 5-6 spuntini nel corso della giornata. Inoltre si deve evitare di mangiare menta, cioccolato, grassi, alcolici e bevande gasate. Oltre a preoccuparsi di ernia iatale cosa mangiare, è bene dormire rialzando la testata del letto di circa 25 centimetri e non indossare abiti stretti. Inoltre la cintura va eliminata o comunque non stretta. Infine si consiglia di non sdraiarsi dopo i pasti al fine di non scatenare il reflusso.

Nella cura del reflusso gastroesofageo si sono dimostrati utili anche i farmici del tipo pro cinetici (domperidone), i quali facilitano lo svuotamento gastrico. Qualora questi rimedi non dovessero portare ad una guarigione del reflusso e questo dovesse recidivare più volte magari accompagnato da disturbi respiratori, la migliore opzione è quella dell’intervento chirurgico. Il dott. Benini, grazie alle nuove procedure mini invasive, è infatti in grado di ripristinare l’efficienza dello sfintere gastroesofageo con un minimo traumatismo in quanto eseguito in laparoscopia con una degenza di massimo 24 – 36 ore.

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