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Peter Pan

In una limpida serata estiva, in una stanzetta di una casa del centro di Londra, i piccoli Wendy, John e Michael, si erano appena coricati.........
La loro mamma li aveva lasciati poco prima salutandoli con tenerezza, ed anche la dolce cagnetta Nanny aveva finito di distribuire i suoi affettuosi bacetti.
All’improvviso, dalla finestra lasciata aperta, entro’ volando un ragazzino sconosciuto, completamente vestito di verde, che con un grande sorriso ammaliatore invitò Wendy a seguirlo nell'Isola-che-non c’e’.
Nanny,fiutando qualcosa di insolito, torno’ sui suoi passi e visto cio’ che accadeva, si avvento’ sul ragazzino, che fu lesto a volar via con un grande balzo.
Fu talmente veloce, che la sua ombra si stacco’ e rimase sul pavimento; Wendy la raccolse, la piego’ e la ripose nel suo cassettino, per restituirla alla prima occasione.
Wendy aveva infatti riconosciuto in quello strano visitatore Peter Pan, il ragazzo che non voleva crescere.
In effetti, Peter, nato da pochi giorni, volo’ accompagnato da una fata all’Isola-che-non-c’e’, l’isola dove si realizzano i sogni di tutti i bambini, e qui desidero’ di non diventare mai grande.
La richiesta fu esaudita, e tuttora Peter era un ragazzino poco piu' che tredicenne.
La serata successiva Peter Pan, assieme ad una minuscola fatina luminosa chiamata Trilly, tornò per riprendersi l’ombra e non trovandola, si mise a piangere sconsolato.
Wendy allora gli si, avvicino’ dicendogli:
- Caro Peter, pazienta un pochino; cuciro’ io stessa l’ombra alle tue scarpette, in modo che non venga piu via.
Peter Pan le fu molto riconoscente, e per sdebitarsi la volle a tutti i costi portare all’Isola-che-non-c'e’ per farle vivere straordinarie avventure.
Wendy sveglio’ i suoi fratellini, dicendo loro:
- se non volete perdervi questa magnifica occasione, venite con me, Peter e Trilly! - e, spalmandosi un pochino di polvere magica delle fate sulla schiena, si innalzo’ in volo ed attraverso’ la finestra.
John e Michael non se lo fecero ripetere una seconda volta, ed in un baleno volavano tutti verso l’Isola-che-non-c’e’.
Peter non voleva dimenticarsi l’indirizzo, e cosi’ continuava a ripetere ad alta voce:
- seconda stella a destra, e poi dritto fino al mattino.
In fondo, era piuttosto facile! volare era piacevolissimo, ed estremamente veloce!
In men che non si dica si trovarono in vista dell’isola, ma l’accoglienza non fu delle migliori: da terra infatti Capitan Uncino e la sua banda di pirati si era accorta della loro presenza e aveva cercato di centrarli con una grande palla di cannone!
Schivato il colpo, Peter prese terra in una piccola radura in un bosco, e qui fu attorniato da una banda di bambini esultanti per il ritorno del loro capo e dei suoi ospiti.
Fu organizzato un banchetto colmo di ogni prelibatezze, e..tutti si divertirono molto.
Piu' tardi, l’allegra banda si rifugio’ in una spaziosa casetta sotterranea, molto carina e confortevole.
Gia’ dalla giornata successiva cominciarono le avventure: di prima mattina si presentò trafelata Trilly, che disse subito:
- Presto Peter, e’ stata rapita l'indianina Giglio Tigrato, la figlia del gran capo Orso Amico.
e’ stato sicuramente il malvagio pirata Capitan Uncino, e deve averla portata sul suo galeone!- Velocemente tutti I ragazzini presero le loro spade, compresi Wendy ed i suoi fratellini, e si lanciarono all’attacco verso la baia dove si trovava all’ancora il galeone pirata.
Uncino, che aveva organizzato il rapimento proprio per far accorrere Peter ed ucciderlo una volta per tutte, appena li vide arrivare ordino':
- Peter Pan deve essere lasciato a me! - e si lancio' a sua volta alla carica.
Quando Peter vide che Uncino sopraggiungeva, chiese al suoi fidi di tenerlo occupato, mentre lui, di soppiatto, si sarebbe introdotto sulla nave ed avrebbe portato in salvo la piccola pellerossa Giglio Tigrato.
Cosi' fece, ed in pochi istanti l'indianina era in salvo, tra le braccia di Orso Amico. ma gia' Trilly, che li aveva seguiti, diceva concitata:
- presto, Peter; adesso Uncino e' riuscito a catturare Wendy, e minaccia di gettarla in pasto al coccodrillo Sveglia! A Peter veniva ancora da ridere quando si ricordava lo spavento di Capitan Uncino quando durante una battaglia, l’enorme coccodrillo gli aveva inghiottito la mano,compresa la grossa sveglia che stava per essere scagliata addosso a Peter.
Da allora il coccodrillo segnava rumorosamente il tempo, ed era stato chiamato sveglia per questo!
Il nostro amico parti’ in gran carriera ed arrivo’ un istante prima che Wendy fosse gettata in mare.
Allora si lancio’ con la spada sguainata contro ad Uncino, che, preso alla sprovvista si appoggio’ con forza alla balaustra del galeone.
L’impeto fu tale che il legno si ruppe, e il pirata precipito’ proprio in mezzo alle fauci di Sveglia.
Tutti si strinsero attorno a Peter Pan per congratularsi, e Wendy, per riconoscenza, gli diede un grande bacio affettuoso.
Passarono alcuni giorni in allegri festeggiamenti, ma ben presto quella vita di fantasia stanco’ Wendy ed i suoi fratelli.
Un giorno la ragazzina si avvicino’ a Peter Pan, e gli disse:
- e’ molto bello stare qui con voi, ma cosa dira’ la mia mamma della nostra assenza?
Fu organizzato il viaggio di ritorno nel pomeriggio stesso, e Peter volle accompagnare personalmente i tre bambini nella loro cameretta del centro di Londra.
Anche Trilly era presente, e i saluti commossi non finivano mai.
Finalmente Wendy, John e Michael si addormentarono, e Trilly e Peter Pan poterono tornare all’isola-che-non-c’e’ sicuri che non sarebbero stati mai dimenticati.




liberamente tratta dalla fiaba di Barrie James

l'illustrazione di Avian