Un mercante era partito con la sua nave, carica di preziose rnercanzie, per andare a venderle oltremare. A metà del viaggio fu sorpreso da una tremenda tempesta che fece affondare la nave.
Il mercante, fortunatamente scampato al naufragio, dopo molto tempo e molte disavventure riuscì a tornare nella sua città.
Appena giunto si presentò davanti al giudice per sporgere denuncia contro l'Oceano che gli aveva rubato tutte le ricchezze.
Il magistrato accogliendo le ragioni del mercante convocò in giudizio l'immenso Oceano.
-Vieni a trovarmi - mandò a dire l'Oceano al mercante - e ti manderò subito a recuperare le cose tue, come desideri.
Un ragazzo trovò una tartaruga e decise di ammazzarla scaraventandola contro il muro. Una vecchia, che passava di lì, gli disse:
- Se speri di ammazzarla rompendo la sua corazza, ti affaticherai invano. T'insegnerò io,ad ucciderla con un filo di paglia.
Il ragazzo domandò:
- Com'è possibile?
- Ecco - replicò la vecchia: - la tartaruga sta facendo di nuovo capolino. Quando avrà messo fuori la testa, tu gli dovrai bucare gli occhi con un filo di paglia. Lei ritornerà dentro, e per paura di essere ancora bucata, non uscirà più e morirà di fame. -
- Faglielo tu, brutta vecchiaccia, questo lavoro! - gridò scandalizzato il ragazzo; e posando la tartaruga corse via.
I marinai dovendo caricare un bove sulla nave, pensarono di legarlo saldamente per le corna e poi sollevarlo di peso da terra fino al ponte.
Il bove, mentre lo legavano, faceva voti agli dèi perché la fune con la quale volevano alzarlo di peso, si rompesse; ma quando i marinai incominciarono a sollevarlo, ritrovandosi sospeso nell'aria incominciò a raccomandarsi agli dèi e a far voti perché la coda non si spezzasse.
- Guarda un po' -disse la corda - com'è ridicolo costui che per il comodo suo, prima invoca la mia morte e poi la mia vita!
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