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Il Tamburo

Una povera donna aveva un solo figlio. Lavorava sodo, puliva le case e macinava il grano per i ricchi in città. In cambio riceveva un pò di grano e riusciva a racimolare il necessario per vivere. Ma non poteva permettersi di comprare vestiti o giocattoli per il figlio.
Una volta mentre andava al mercato a vendere il grano, chiese a suo figlio:
"Che cosa posso portarti dal mercato?"
"Un tamburo! Mamma, portami un tamburo!"
La donna sapeva che non avrebbe mai avuto abbastanza soldi per comprare un tamburo al figlio, dentro di sè soffriva. Andò al mercato, vendette il grano e comprò della farina di ceci e del sale.
Era triste perchè doveva tornare a casa a mani vuote. Perciò, quando vide per la strada un pezzo di legno, lo raccolse e lo portò al figlio.
Il ragazzo non sapeva che farsene, ma fu contento lo stesso e lo portò con sè quando uscì a giocare.
Intanto una vecchia stava accendendo la sua stufa per cucinare usando dei panetti di sterco di vacca, ma il fuoco non attecchiva e si era formata una nuvola di denso fumo che le faceva lacrimare gli occhi. Il fanciullo si fermò e chiese alla vecchia perchè mai stesse piangendo. La donna rispose che non riusciva ad accendere il fuoco.
Il ragazzo disse: "Prendi questo pezzo di legno, puoi usarlo per fare il fuoco!"
La vecchia accettò con piacere: accese il fuoco, mise del pane a cuocere e poi ne diede un pezzo al fanciullo.
Egli continuò il suo cammino finchè arrivò alla casa di un vasaio. La moglie del vasaio teneva in braccio un bimbo che piangeva e agitava le braccia. Il ragazzo le chiese perchè il bambino stesse piangendo e lei rispose che aveva fame, ma in casa non c'era nulla da mangiare. Allora il ragazzo le diede il pane che aveva in mano e lei lo porse al bambino, che mangiò avidamente e smise di piangere. La moglie del vasaio fu molto riconoscente e diede al ragazzo una pentola di coccio.
Proseguendo il cammino, il ragazzo giunse al fiume.
Lì vide un lavandaio che stava litigando con sua moglie. Si fermò a domandare per quale motivo l'uomo stesse rimproverando e picchiando la moglie e questi spiegò:
"Questa stupida ha rotto l'unica pentola che avevamo. Ora non posso fare bollire i vestiti prima di lavarli al fiume!"
Il ragazzo disse: "Smettete di litigare! Ecco prendete questa pentola!"
Il lavandaio fu molto felice perchè quella pentola era più grande di quella che si era rotta. In cambio diede al ragazzo un mantello.
Il ragazzo proseguì il suo cammino e giunse presso un ponte, dove incontrò un uomo che tremava di freddo perchè non aveva nulla indosso. Gli domandò che cosa fosse successo e quello raccontò:
"Stavo tornando in città con questo cavallo quando una banda di briganti ma ha attaccato e mi ha rubato tutto, compreso i vestiti! Mi hanno lasciato solo il cavallo!"
Il ragazzo lo rassicurò: "Non temere, prendi questo mantello!"
"Sei molto gentile!" esclamò l'uomo, e gli diede in cambio il suo cavallo.
Il ragazzo prese il cavallo e dopo un pò incontrò un corteo nuziale con i musicisti, lo sposo e la sua famiglia. Ma tutti se ne stavano seduti sotto un albero con le facce tristi e disperate.
Il ragazzo si fermò a domandare per quale motivo fossero così tristi e il padre dello sposo disse:
"Dobbiamo celebrare le nozze di mio figlio, ma non abbiamo il cavallo per lo sposo. L'uomo che lo doveva portare non è arrivato e non è bene che uno sposo si presenti a piedi alle nozze! Ora si sta facendo tardi e il tempo propizio per la cerimonia sta per passare!"
Allora il ragazzo offrì il proprio cavallo e tutti si rellegrarono per l'inaspettato dono.
Quando lo sposo chiese al ragazzo che cosa volesse in cambio, questi rispose:
"C'è una cosa che mi puoi dare: il tamburo che sta suonando quel musicista!"
Lo sposo non fece fatica a convincere il musicista a dare il proprio tamburo al ragazzo. Il percussionista, infatti, sapeva che avrebbe ricevuto una ricompensa con cui avrebbe potuto comprarsene uno migliore!
Così il ragazzo tornò dalla madre suonando il proprio tamburo nuovo a tutto spiano e le raccontò come fosse riuscito a ottenerlo grazie a un pezzo di legno raccolto per strada.




Illustrazione di Marilena Maglio

Fiaba Indiana

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