foto da sistemcar2000.it

La sabbiatura è un procedimento molto utilizzato, sia in ambito industriale che edilizio. Consente, tramite un getto di sabbia, aria e materiali abrasivi sparato ad aria compressa, di ripulire e lucidare la superficie di oggetti metallici, di pietra, marmo, vetro e legno, e a prepararli per successive lavorazioni.

In particolare, si esegue questa attività quando c’è bisogno di asportare dalla superficie dell’oggetto vernici, ossido e altre impurità calcificate, riportandolo al suo aspetto originario, oppure di opacizzare superfici lucide, come il vetro.

Per sabbiare, ovviamente, serve la macchina chiamata sabbiatrice. Ne esistono differenti modelli, studiati per differenti utilizzi finali.

Ogni sabbiatrice è composta da:

  • un serbatoio, dove vengono inseriti sabbia e materiali abrasivi
  • un corpo centrale, al cui interno vengono miscelate aria e sabbia
  • un compressore, che comprime l’aria nel serbatoio
  • un ugello, ovvero il terminale che regola la direzione e l’intensità del getto

Gli ambiti di applicazione della sabbiatura svariano dalla ristrutturazione di interni (trattamento di pavimentazioni, travi e soffitti o rimozione di intonaci e pitture dalle pareti) ed esterni (facciate di edifici, cancellate, ringhiere) e per il ripristino di componenti metalliche delle parti in cemento armato. Può essere eseguita a secco (sabbia-aria) o a umido (sabbia-aria-acqua). Nel restauro vengono usate come abrasivo polveri sottili, a bassa pressione, soprattutto per operazioni di pulizia. Anche le piccole officine specializzate nel recupero di auto d’epoca solitamente si dotano di una sabbiatrice usata per trattare la carrozzeria, gli assi e le altre parte metalliche della vettura.

La sabbiatura è un’operazione estremamente delicata, poiché il getto di aria e sabbia è così potente e violento che, se colpisse parti del corpo non protette, comporterebbe lesioni anche gravi e dolorose infezioni sottopelle. Ecco perché la sabbiatura viene solitamente eseguita in ambiente protetto, in un’apposita vasca chiusa ermeticamente. Se non viene utilizzata la vasca, l’operatore deve sempre utilizzare tuta protettiva, scafandro, corpetto, guanti e scarpe antinfortunistiche.