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Il barbiere e il taglialegna

Molto, molto tempo fa viveva al Cairo un ricco barbiere, arrogante e crudele, di nome Alì.
Un giorno, mentre egli si trovava sulla soglia della sua elegante bottega, passò un taglialegna, che trascinava un asino carico di fascine di legna. Costui pregò Alì di comprargli tutto il legname che l’asino aveva in groppa.
Alì, accettò, si accordarono sul prezzo, e il taglialegna cominciò ad alleggerire la bestia della sua soma.
Quando ebbe trasportato tutte le fascine di legna nella cantina del barbiere, chiese il denaro pattuito.
“Ma come! Tu vuoi prenderti gioco di me! - esclamò infuriato Alì - Ti pagherò soltanto quando mi avrai consegnato tutto il legname che ti ho comprato!”
“Ma io te l’ho dato tutto” disse sorpreso il taglialegna.
“E il basto dell’asino non è forse di legno?” incalzò il barbiere.
“Il basto dell’asino! - esclamò il taglialegna al colmo dello stupore - non si è mai visto dare un basto insieme al carico!”
Il barbiere proseguì la discussione ad alta voce, per farsi sentire da tutti i passanti, che erano ormai accorsi in gran numero. Diceva: “Un affare è un affare. Tu stesso mi hai offerto tutto il legname che si trovava sul tuo asino. Ora, il basto è di legno e si trova sul tuo asino: dunque anche il basto è mio!”
E, mentre parlava Alì s’impadronì del basto e rientrò nella bottega, gettando a terra, con disprezzo, i pochi soldi che aveva pattuito col taglialegna.
Costui, sempre più indignato per l’atteggiamento prepotente del suo interlocutore, si fece largo con irruenza tra la folla e si precipitò dal califfo per chiedere giustizia.
Ahimè! Quest’ultimo, dopo aver ascoltato tutto il racconto, diede ragione al barbiere.
“Che vuoi farci amico - spiegò il califfo al querelante - ciascuno di noi deve mantenere la parola data. Tu gli avevi proposto un affare, ed egli te lo ha fatto rispettare alla lettera….. Tuttavia, ascoltami….”
Il califfo si chinò verso il taglialegna e gli mormorò all’orecchio qualcosa che dovette riempire costui di soddisfazione, giacchè si allontanò dal palazzo, tutto raggiante.
Qualche tempo dopo Alì vide entrare nella sua bottega il taglialegna che gli chiese:
“Quanto vuoi per radere me e il mio compagno, che mi sta aspettando fuori?”
Alì fissò il prezzo e il taglialegna si sedette, affidandosi alle abili mani del barbiere. Quando l’operazione fu portata a termine, costui disse: “Ora puoi andare a chiamare il tuo compagno”.
Il taglialegna uscì e ritornò subito dopo con l’asino.
Alì si infuriò: “Che cosa significa questo? tu osi entrare con il tuo asino nel mio negozio, il più rinomato e il più bello di tutta la città!”
“Ma è lui il mio compagno …” rispose il taglialegna.
“Il tuo cosa?” ribattè l’’altro. In un lampo Alì capì quale trappola gli aveva teso il taglialegna, ma non volle darsi per vinto.
“Non si è mai visto radere un asino!” strillò.
“Asino o no, è il mio compagno. Ora, tu hai accettato di radere me e il mio compagno….” obiettò sornione il taglialegna.
Dopo un bel po’ di discussioni, i due decisero di rimettersi anche stavolta al giudizio del califfo e si diressero verso il suo palazzo, seguiti da una folla di curiosi.
Dopo averli ascoltati, il califfo ammonì severamente il barbiere:
“Non sei forse tu che l’altro giorno hai voluto che l’accordo che avevi stretto col taglialegna fosse mantenuto alla lettera? … A tua volta, ora devi mantenere gli impegni assunti!”
Fu così che, accompagnato dai lazzi della folla che si prendeva gioco di lui ed esaltava la profonda saggezza del califfo, Alì fu costretto a preparare una grande bacinella d’acqua per insaponare l’animale e raderlo con cura dalla testa ai piedi…. Impresa che lo tenne impegnato due ore buone.



Fiaba Araba inviata da Krilù degli amici del Forum di Pinu

illustrazione di Mariarita Brunazzi degli amici del forum di pinu

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