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Ali Babà e i quaranta ladroni (parte seconda)

Ma torniamo ai quaranta ladroni, i quali, tornati alla grotta, rimasero di sasso constatando che il cadavere di Qassim era scomparso. Ma il loro sbigottimento non doveva conoscere limiti quando, insospettiti dalla cosa, si diedero a controllare il loro tesoro e dovettero concludere, ahiloro! che qualcuno aveva portato via una quantità notevole di monete d'oro. Allora si sedettero per terra in circolo e il capo così parlò:
" Miei prodi! Il nostro segreto, non so come, è stato scoperto, e se noi non escogitiamo qualche espediente per porre rimedio a questa faccenda ci vedremo sparire sotto il naso il tesoro accumulato in tanti anni di fatiche da noi e dai nostri antenati. Ormai non v'è più dubbio che il ladro da noi sorpreso nella grotta aveva un complice, ed è perciò indispensabile che noi scopriamo questo complice e l'uccidiamo, perchè il nostro segreto torni ad essere tale e i frutti delle nostre fatiche siano di nuovo al riparo dalla cupidigia dei mariuoli. Io propongo perciò che uno di noi si travesta da derviscio straniero, si rechi in città e, girando di strada in strada e di bottega in bottega veda di scoprire il nome di colui che cerchiamo. Ma è necessario che l'indagine sia condotta con astuzia e prudenza, perchè il più piccolo sbaglio potrebbe compromettere la riuscita dell'impresa. Perciò io propongo che colui il quale si assumerà l'incarico debba accettare di essere punito con la morte se commetterà qualche leggerezza o qualche errore. "
Allora uno dei ladroni si alzò e disse:
" Mi offro io di condurre in porto l'impresa e accetto la condizione che avete posto. "
Il capo e gli altri suoi compagni si felicitarono con lui, gli augurarono buona fortuna e quello, dopo essersi travestito da derviscio, se ne andò.
Non appena il loro compagno li ebbe raggiunti nella foresta e li ebbe informati di tutto quello che aveva fatto, essi si alzarono e s'incamminarono verso la città, dove entrarono a due a due per non destare sospetti nella gente.
Arrivati però nella strada indicata dal loro compagno, rimasero di sasso vedendo che tutte le porte recavano il medesimo segno fatto col gesso. Allora a un cenno del capo tornarono nella foresta e riunitisi a consiglio decisero che colui che aveva sbagliato doveva essere punito con la morte, come era stato convenuto. E senza porre tempo in mezzo presero il colpevole e gli mozzarono il capo.
D'altra parte, poichè diventava sempre più urgente sbarazzarsi di un nemico così astuto, un altro ladrone si offrì di andare in città a compiere la missione che il primo aveva fallito. Costui tornò in città, si fece indicare la strada e la casa del cadavere , fece sulla porta un segno rosso in un luogo poco visibile. Dopo di che se ne tornò, sicuro del fatto suo, verso la foresta.

Quando i ladroni tornarono a due a due in città e arrivarono nella strada dove abitava Alì Babà, rimasero ancora più stupefatti della prima volta constatando che tutte le porte di quella strada avevano lo stesso segno rosso nello stesso posto.
E questo era avvenuto perchè l'astuta Margiana, la fedele schiava di Alì Babà, messa in sospetto da quel primo segno fatto col gesso, aveva tenuto gli occhi aperti e non aveva tardato a scoprire il segno rosso fatto dal secondo ladrone. Cosi aveva ripetuto il segno su tutte le porte della strada confondendo le idee ai nemici del suo padrone.
Quando i ladroni furono ritornati nella foresta, anche il secondo esploratore subì la stessa sorte del primo, perchè così era scritto, anche se egli non lo sapeva. E il risultato di tutto questo affare fu che la banda si trovò menomata di due uomini fra i più coraggiosi.
A questo punto il capo dei ladroni, dopo aver riflettuto sulla situazione,si disse:
" Ormai mi fiderò solo di me stesso! " detto ciò si alzò e si recò in città facendosi indicare la casa del cadavere . Ma egli non fece come gli altri, non perse tempo a segnare la porta della casa di bianco o di rosso, ma rimase lì un bel pezzo ad osservarla per fissarsi nella mente qualche particolare che lo aiutasse a distinguerla dalle altre perchè, come già si è detto, le case di quella strada, viste dal di fuori, erano tutte uguali.
Quando fu ben sicuro che, tornando, non avrebbe potuto sbagliare, riprese la via della foresta e appena arrivato radunò intorno a sè i trentasette ladroni che rimanevano e disse loro:
" Miei prodi, finalmente la casa del nostro nemico è scoperta! A noi non rimane altro che infliggergli la punizione che si merita. Ed ora ascoltatemi bene: procuratevi al più presto trentotto giare, molto grandi e capaci e con l'imboccatura larga tanto che possa passarvi un uomo. Trentasette di queste giare le porterete qui vuote. La trentottesima dovrà essere piena di olio di oliva. E mi raccomando, badate bene che siano robuste e senza crepe. E adesso andate e tornate al più presto. "
Quando i ladroni tornarono con le giare attaccate alle selle dei cavalli, il capo disse loro di togliersi gli abiti, conservando solo il turbante, le babbucce e le armi, poi ordinò a ciascun uomo di infilarsi in una giara. Quando vide che tutti erano a posto, chiuse l'imboccatura delle giare con fibre di palma affinchè i curiosi non potessero guardarvi dentro e colui che vi era nascosto potesse respirare liberamente. Prese quindi un po' d'olio e unse l'esterno delle giare, così che nessuno potesse dubitare che quelle giare contenevano una merce diversa dall'olio. Infine, anch'egli depose i suoi abiti, si travestì da mercante d'olio e, spingendo davanti a sè la fila dei cavalli, sì avviò verso la città.
Arrivò nella strada dove abitava Ali Babà che già annottava ed ebbe la fortuna di trovare sulla porta di casa lo stesso Alì Babà che prendeva il fresco prima della preghiera della sera.
Allora il capo dei ladroni fece fermare i cavalli, si avvicinò ad Alì Babà e dopo averlo salutato gli disse:
"Signore, come vedi io sono un mercante d'olio e sono venuto da molto lontano a vendere la mia merce in questa città. Purtroppo il viaggio è stato più lungo del previsto e sono entrato in città così tardi che non mi riesce più di trovare un luogo dove alloggiare. Ora, ti pregherei di volermi ospitare per questa notte, perchè altrimenti non saprei dove andare. "
Ali Babà, che era un brav'uomo sempre disposto ad aiutare il prossimo, subito si alzò in piedi e cosi rispose al capo dei ladro:
" 0 mercante d'olio, che la mia dimora possa essere per te confortevole e accogliente. Entra. Tu sei il benvenuto! " E detto questo prese per mano l'ospite e fece entrare i cavalli nel cortile; poi chiamò Margiana, alla quale ordinò di preparare la cena anche per l'ospite, e a un suo schiavo, di nome Abdallàh, disse di aiutare il forestiero a scaricate le giare e a dar da mangiare alle bestie. Quando tutto fu in ordine, Alì Babà prese per mano l'ospite e lo fece entrare in casa, lo fece sedere accanto a sè e poi ordinò che venisse servita la cena.
Così mangiarono e bevvero in abbondanza .
Finita la cena Alì Babà, per non mettere in imbarazzo l'ospite, si alzò e, dopo avergli augurato la buona notte, si congedò dicendogli:
" Signore, la mia casa è la tua casa e tutto quello che essa contiene è tuo. " Al che il mercante rispose:
" La tua,generosità, o mio ospite, è degna del migliore dei musulmani. Tuttavia, dimmi dove potrei andare al gabinetto! "
Alì Babà gli indicò allora il gabinetto, che si trovava nel cortile proprio dove erano state deposte le giare, quindi gli rinnovò la buona notte e si ritirò.
Rimasto solo, il capo dei ladroni, con la scusa di andare a fare i suoi bisogni, scese nel cortile e, avvicinatosi'all'imboccatura della prima giara, disse sottovoce:
" 0 tu che sei nascosto lì dentro, quando sentirai un sasso colpire la tua giara, esci subito con le armi in pugno e corri da me. " E la stessa cosa ripetè all'imboccatura di tutte e trentasette le giare. Dopo di che, tornò in camera, spense la lucerna e si stese sul letto, contando di svegliarsi quando la notte fosse ormai fonda e tutto in casa fosse tranquillo.

Mentre ciò accadeva, Margiana era intenta a riordinare la cucina, ed ecco che ad un tratto la lampada che aveva con sè si spense per mancanza d'olio. Allora Margiana chiamò lo schiavo Abdallàh e gli disse:
" Guarda che guaio mi è capitato: si è spenta la lampada e in casa non c'è più nemmeno una goccia d'olio, nè saprei a quest'ora dove procurarmene un po'. "
Sentendo questo, Abdallàh si mise a ridere e le disse prendendola in giro: " Sono tutte qui le tue risorse, o Margiana? Perchè dici che in casa non c'è una goccia d'olio, quando in cortile sono allineate in bell'ordine trentotto giare colme d'olio? "
rispose Margiana: " Hai proprio ragione! Come mai non ci ho pensato prima? " Prese un recipiente e scese in cortile. Si avvicinò a una giara, ne tolse il coperchio e vi ficcò dentro il recipiente, ma sentì che questo non si tuffava nell'olio, bensì urtava contro qualcosa di duro, mentre dall'interno della giara usciva una voce:
" Il capo m'aveva detto che avrebbe tirato una pietra, ma questo è un vero e proprio masso! Avanti, usciamo di qui, è arrivato il momento! "
E Margiana, con gli occhi sbarrati dal terrore, vide sbucare dall'imboccatura della giara la testa di un uomo. Chiunque altro si sarebbe messo a gridare e a chiamare aiuto, ma non Margiana. la quale, riacquistata subito la presenza di spirito, si avvicinò a quella testa che cercava di uscire dalla giara e le disse:
" Non muoverti ancora, o mio prode. Il capo sta dormendo. Il momento non è giunto. " Dopo di che richiuse l'imboccatura della giara e passò in rassegna tutte le altre giare constatando che in ciascuna di esse si nascondeva un uomo, tranne che nell'ultima, la quale era veramente piena di olio.
Allora Margiana prese il calderone che le serviva per fare il bucato e lo mise sul fuoco; poi, servendosi del recipiente che aveva portato con sè travasò tutto l'olio della trentottesima giara nel calderone ed aspettò fino 'a che l'olio non fu bollente. Quando vide che era arrivato al punto giusto di calore, prese un grosso secchio, lo riempì d'olio e, avvicinatasi alla prima giara, tolse il coperchio di fibra di palma e con un colpo solo vi rovesciò dentro l'olio bollente, si che colui il quale vi era nascosto dentro non ebbe nemmeno il tempo di gridare, ma si ritrovò morto senza accorgersene.
Una dopo l'altra, Margiana ripetè la stessa operazione con tutte le altre giare, liberando così il suo padrone da quei trentasette ladroni. Quando ebbe terminato, rimise in ordine ogni cosa, chiuse di nuovo le giare con il coperchio di fibre di palma e si nascose in un angolo per vedere che cosa sarebbe accaduto.
Ed ecco che verso la metà della notte il falso mercante d'olio si svegliò, si affaciò alla finestra della stanza che dava sul cortile e, sentendo che in casa tutto era quieto e silenzioso, prese una manciata di sassolini che si era portata appresso e cominciò a tirarli uno a uno contro le giare che erano allineate dabbasso; e siccome era un ottimo tiratore non sbagliò nemmeno un colpo. Ma nulla si mosse: nè una testa, nè una punta di pugnale apparve all'imboccatura di una giara.
Allora, imprecando contro quei buoni a niente che dormivano, incuranti del suo segnale, scese dabbasso e fece per precipitarsi verso le giare, ma si fermò di colpo sentendo un orribile puzzo di carne bruciata. Tappandosi il naso, si avvicinò a una giara, la scoperchiò e v'introdusse una mano e senti che le pareti scottavano come quelle di un forno. Allora, accostata la lampada all'imboccatura della giara, guardò dentro e vide che c'era uno dei suoi uomini, morto bruciato. Scoperchiò ad una ad una tutte le trentasette giare e ogni volta lo spettacolo che vide fu lo stesso. Allora il capo dei ladroni capì che il suo trucco era stato scoperto e fu preso da una tale paura che, con un solo salto, scavalcò il muro del cortile e si sfracellò nel precipizio.
Quando Margiana fu sicura che il capo dei banditi era fuggito e che in casa tutto era tranquillo, spense la lampada e se ne andò a dormire come se niente fosse. La mattina di buon'ora si alzò e andò a svegliare il suo padrone Alì Babà e, presolo per mano, lo condusse nel cortile.
" Che significa questo, o Margiana? " le chiese Alì Babà. " Perchè mi hai svegliato così presto? "
rispose Margiana: " Per mostrarti qualcosa che t'interesserà. "
Margiana si avvicinò a una giara, ne tolse il coperchio di fibre di palma e:
" Ti prego, " disse al padrone, " da' un'occhiata qui dentro. " Alì Babà si avvicinò all'imboccatura della giara, guardò dentro e subito si ritrasse pieno di stupore e di raccapriccio.
" Che significa questo, o Margiana? Chi è quest'uomo? E come avviene che si trovi qui dentro? "
E quando Ali Babà, passando di stupore in stupore e di raccapriccio in raccapriccio, ebbe constatato che trentasette giare contenevano altrettanti uomini morti, Margiana lo prese per mano e fattolo sedere in un angolo del cortile gli raccontò per filo e per segno tutto quello che era accaduto e di cui fino a quel momento non aveva fatto parola con nessuno. E cominciò proprio dall'inizio, dal giorno, cioè, in cui aveva scoperto sulla porta di casa il segno fatto col gesso.
Quando ebbe terminato il racconto, Alì Babà scoppiò a piangere per la commozione, quindi, stringendosi al petto della fanciulla, la baciò e le disse:
" Figliola cara sia benedetto il giorno in chi tu sei entrata in questa casa! Hai fatto di più tu per noi che noi tutti per te. Io voglio che d'ora in poi tu sia come mia figlia e figlia della madre dei miei figli e che tu sia preposta al governo della casa e che i miei figli ti amino e ti rispettino come la loro sorella maggiore!"
Dopo di che Alì Babà, aiutato da Margiana e dallo schiavo Abdallàh, scavò una gran fossa in giardino e vi seppellì le giare con i trentasette ladroni .
Oramai il segreto della caverna lo conosceva solo Alì Babà e visse nelle agiatezze per moltissimi anni.

Anonimo




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